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Insegne commerciali, Roma verso un nuovo regolamento

27/02/2026

Insegne commerciali, Roma verso un nuovo regolamento

Il commercio romano si trova davanti a un passaggio che potrebbe incidere in modo concreto sull’identità visiva della città e sull’operatività quotidiana delle imprese. Il 17 febbraio la Commissione Commercio di Roma Capitale ha avviato l’esame della proposta di deliberazione per il nuovo “Regolamento per la disciplina delle insegne di esercizio”, iniziativa a firma dei consiglieri Casini e Leoncini.

Si tratta di un intervento atteso da tempo: l’impianto normativo oggi in vigore risale infatti alla delibera n. 260 del 1997, un riferimento ormai distante da un contesto urbano, tecnologico e commerciale profondamente mutato. Nuove esigenze estetiche, innovazioni nei materiali, maggiore attenzione al decoro e al contenimento dell’inquinamento luminoso rendono necessario un aggiornamento organico delle regole.

Semplificazione amministrativa e criticità aperte

Il presidente della Commissione, Andrea Alemanni, ha espresso apprezzamento per l’impostazione generale del testo, evidenziando l’obiettivo di ridurre gli adempimenti burocratici a carico delle imprese. Un punto centrale, soprattutto per le attività di piccole e medie dimensioni, spesso alle prese con iter complessi e tempi incerti per l’installazione o la modifica delle insegne.

La semplificazione, tuttavia, dovrà misurarsi con un equilibrio delicato: quello tra libertà d’impresa e tutela del patrimonio storico-artistico. Il nodo più sensibile riguarda l’area UNESCO del Centro Storico e il ruolo della Sovrintendenza. Alemanni ha richiamato la necessità di un confronto approfondito con l’ente di tutela, poiché il permanere di autorizzazioni caso per caso rischierebbe di vanificare l’intento di snellire le procedure proprio nei quadranti dove le criticità sono maggiori.

Altri aspetti tecnici sollevati in Commissione riguardano tende, sistemi di ombreggiatura e faretti. Le modalità di installazione e le caratteristiche consentite dovranno essere definite con chiarezza, per evitare interpretazioni difformi in fase di controllo. Un regolamento ambiguo finirebbe per esporre i commercianti a sanzioni evitabili e renderebbe più complesso il lavoro della Polizia Locale, chiamata a verificare il rispetto delle prescrizioni.

Il ruolo delle associazioni di categoria

In questo scenario si inserisce il lavoro di Confcommercio Roma, impegnata in un’analisi puntuale del testo. L’obiettivo dichiarato è contribuire a un impianto normativo che offra certezze giuridiche e tempi amministrativi sostenibili, senza trasformarsi in un ulteriore livello di complessità per le attività produttive.

La prospettiva delle imprese è concreta: un’insegna non rappresenta soltanto un elemento decorativo, ma uno strumento essenziale di visibilità e riconoscibilità sul mercato. Regole eccessivamente restrittive o poco chiare possono incidere sui costi, sui tempi di apertura e sulla competitività.

È prevista una seconda seduta di Commissione, con un taglio più tecnico, per esaminare i pareri della Sovrintendenza e valutare eventuali emendamenti. Sarà in quella sede che si comprenderà se la proposta riuscirà a coniugare tutela del paesaggio urbano e semplificazione amministrativa, due esigenze che a Roma convivono in un equilibrio complesso e spesso fragile.

Il percorso è appena iniziato, ma il confronto in atto lascia intravedere la volontà di aggiornare una disciplina ormai datata, con l’ambizione di costruire un quadro regolatorio più coerente con le esigenze del commercio contemporaneo e con la specificità del contesto capitolino.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.