La lumaca vampiro mediterranea candidata a Mollusco dell’Anno 2026
15/04/2026
Ha dimensioni modeste, abitudini notturne e una biologia che sembra uscita da un racconto fantastico, eppure vive nei nostri mari ed è oggi al centro di una candidatura scientifica internazionale di grande rilievo. Cumia intertexta, già ribattezzata “lumaca vampiro mediterranea”, è stata proposta come candidatura italiana per il Mollusco dell’Anno 2026 da un gruppo di ricercatori della Sapienza Università di Roma, della Stazione Zoologica e dell’Università del Salento.
A presentarla sono stati Marco Oliverio per Sapienza, Maria Vittoria Modica per la Stazione Zoologica e Giulia Furfaro con Michele Solca per Unisalento. La specie è entrata nella selezione finale della competizione internazionale Mollusc of the Year 2026, promossa dal Senckenberg Research Institute and Natural History Museum di Francoforte insieme a Unitas Malacologica, la società scientifica che riunisce studiosi di molluschi di tutto il mondo. Tra le numerose candidature arrivate attraverso una call scientifica globale, ne sono state scelte soltanto cinque, e tra queste figura proprio la proposta italiana.
Una strategia di alimentazione rara e sorprendente
Ciò che rende Cumia intertexta una creatura straordinaria è soprattutto il suo comportamento alimentare. Si tratta infatti di un gasteropode ematofago, capace cioè di nutrirsi del sangue di diverse specie di pesci. L’attacco avviene di notte, quando i pesci riposano sul fondale e risultano più vulnerabili. In quel momento la lumaca utilizza una proboscide estremamente flessibile, lunga fino a dieci volte la conchiglia, dotata di minuscoli denticoli che le consentono di aderire alla pelle del pesce e provocare una piccola lacerazione.
È da quella lesione minima che inizia un processo biologico di notevole complessità. I ricercatori hanno identificato in questa specie numerose tossine e molecole bioattive che facilitano il pasto in modi diversi e coordinati. Alcune proteine hanno un’azione citolitica, dunque rompono le membrane cellulari e agevolano l’accesso ai vasi sanguigni; altri enzimi sembrano aumentare la pressione del pesce, incrementando il flusso ematico; sono state inoltre rilevate neurotossine che avrebbero una funzione sedativa, oltre a peptidi anticoagulanti e antiaggreganti che mantengono il sangue fluido durante l’assunzione.
Si tratta di un insieme di meccanismi che, per raffinatezza evolutiva, colloca questa specie tra gli organismi più interessanti oggi osservati nel campo della zoologia marina. La sua particolarità non risiede soltanto nell’eccezionalità del comportamento, ma anche nella ricchezza del corredo molecolare che rende possibile questa strategia predatoria.
Perché il suo genoma interessa la ricerca
Il premio previsto dalla competizione non è simbolico, ma ha un valore scientifico concreto: la specie vincitrice otterrà il sequenziamento del genoma. Nel caso della lumaca vampiro mediterranea, questo passaggio potrebbe aprire prospettive molto rilevanti. Conoscere l’organizzazione genetica di Cumia intertexta permetterebbe infatti di comprendere meglio la base della variabilità genetica responsabile della produzione delle sue molecole bioattive.
In altre parole, il genoma potrebbe aiutare a chiarire come si siano evoluti questi composti, quali funzioni abbiano assunto nel tempo e in che modo possano essere studiati anche in chiave applicativa. Non sorprende, perciò, che la specie venga considerata un possibile modello per la venomica, la disciplina che analizza veleni e sistemi veleniferi presenti in natura. È un settore che interessa non soltanto la zoologia evolutiva, ma anche la ricerca biomedica e biotecnologica, perché molte di queste sostanze possono rivelarsi preziose nella progettazione di nuovi strumenti diagnostici o terapeutici.
La candidatura italiana acquista così un valore che supera la curiosità naturalistica. Porta sotto i riflettori una specie mediterranea poco nota al grande pubblico, ma capace di offrire indicazioni importanti su adattamento, chimica naturale e innovazione scientifica. A decidere il vincitore sarà il pubblico, che potrà esprimere la propria preferenza entro il 26 aprile. Dietro il voto, però, c’è una questione ben più ampia: riconoscere che anche gli organismi apparentemente più marginali possono custodire una parte significativa della ricerca del futuro.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.