Roma, boom di imprese: +2.391 nel primo trimestre 2026
23/04/2026
Roma chiude il primo trimestre del 2026 con il miglior saldo imprenditoriale d’Italia: 8.367 nuove iscrizioni a fronte di 5.976 cessazioni, per un saldo positivo di +2.391 imprese e un tasso di crescita dello 0,55%. A fine marzo, tra Roma e provincia, il numero complessivo delle imprese registrate raggiunge quota 438.062, pari al 7,5% del totale nazionale. È il dato che emerge dal report Movimprese, l’analisi statistica realizzata da Unioncamere e InfoCamere sulla base del Registro delle imprese delle Camere di commercio e diffusa oggi.
Roma traina il Lazio e si conferma prima in Italia
Il risultato della Capitale trascina anche l’intera regione. Nel Lazio, infatti, il saldo attivo delle imprese nel primo trimestre 2026 è pari a +2.477 unità, frutto di 10.933 iscrizioni e 8.456 cessazioni. Anche sul fronte del tasso di crescita il dato regionale colloca il Lazio al vertice nazionale, con un +0,42%, in aumento rispetto al +0,28% registrato nello stesso periodo del 2025.
Al 31 marzo 2026, il totale delle imprese registrate nel Lazio è di 591.859, una cifra che vale il 10,2% del tessuto imprenditoriale italiano. Un quadro che, almeno sul piano numerico, restituisce l’immagine di un’area metropolitana e regionale capace di attrarre nuove iniziative economiche, consolidando un ruolo centrale nello scenario produttivo nazionale.
Il commento di Gualtieri: “Roma città credibile per fare impresa”
Il sindaco Roberto Gualtieri legge il dato come un segnale della ritrovata capacità attrattiva della Capitale. Nel suo intervento, il primo cittadino sottolinea come il miglior saldo imprenditoriale d’Italia rappresenti l’indicatore di una città considerata credibile per fare impresa, collegando questo risultato a una collaborazione tra istituzioni e sistema economico, agli investimenti pubblici e privati in corso e ai progetti di rigenerazione urbana attivati in diversi quadranti di Roma.
Gualtieri, tuttavia, inserisce il dato dentro un contesto più complesso, segnato da rischi economici al ribasso sia sul fronte italiano che internazionale. Nel richiamare le difficoltà legate al quadro geopolitico, al prezzo dell’energia e agli effetti che queste variabili possono produrre su famiglie e imprese, il sindaco evidenzia la necessità di rendere strutturale questa crescita, puntando su sviluppo, innovazione e qualità del lavoro.
Tra attrattività economica e incognite del quadro internazionale
Il dato di Roma assume rilievo anche perché arriva in una fase in cui molte economie locali continuano a misurarsi con margini di incertezza elevati. La crescita del numero di imprese viene quindi letta dall’amministrazione capitolina come una conferma della capacità della città di generare fiducia, attirare nuove attività e sostenere un’espansione del tessuto produttivo.
La sfida, ora, sarà trasformare questo primato trimestrale in una traiettoria stabile. Nel messaggio politico che accompagna la diffusione dei numeri, il Campidoglio insiste sulla volontà di rafforzare le opportunità per chi investe e di accompagnare lo sviluppo economico della città con l’obiettivo di consolidare il tasso di innovazione, migliorare la qualità del lavoro e rafforzare la coesione sociale e territoriale. Il report di Unioncamere e InfoCamere consegna intanto a Roma un primato netto: nel primo scorcio del 2026, nessun altro territorio italiano ha fatto meglio per saldo imprenditoriale.
Articolo Precedente
Roma, stop a un presunto rave in via Ottolenghi: 20 identificati