Roma, droga al Quarticciolo: sette arresti e 9 chili di cocaina
07/05/2026
Sette persone sono state arrestate dalla Polizia di Stato a Roma nell’ambito di una serie di interventi antidroga concentrati nell’area del Quarticciolo, dove gli agenti hanno seguito movimenti, contatti e modalità di rifornimento delle piazze di spaccio tra via Prenestina, via Ostuni, muretti perimetrali e aree verdi utilizzate come punti di appoggio per la vendita delle dosi.
Le operazioni, condotte dagli agenti del Reparto Volanti della Questura di Roma, hanno portato alla luce un sistema flessibile, costruito su ruoli diversi e su depositi nascosti a breve distanza dai luoghi di cessione. Nel corso degli accertamenti è stato intercettato anche un consumatore di 80 anni, sorpreso mentre cercava il pusher da cui acquistare sostanza stupefacente. Per lui è scattata la segnalazione alla Prefettura.
Il pusher con il cane e il deposito con oltre 9 chili di cocaina
Uno degli episodi più rilevanti riguarda un uomo notato dagli agenti mentre passeggiava con il cane. A insospettire i poliziotti sarebbe stato il suo atteggiamento guardingo, ritenuto anomalo rispetto alla situazione. Il controllo ha permesso di trovare tre panetti di hashish occultati tra buste destinate alla raccolta dei rifiuti organici per animali domestici.
La successiva perquisizione domiciliare ha consentito di individuare una vera base di stoccaggio e lavorazione della droga. All’interno dell’abitazione, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, erano nascosti oltre 9 chili di cocaina, suddivisi nelle varianti indicate come “cotta” e “cruda”. Gli agenti hanno inoltre rinvenuto strumenti utilizzati per la lavorazione della sostanza, tra cui un roner, elemento che confermerebbe l’esistenza di un’attività organizzata anche nella fase di preparazione del prodotto destinato al mercato.
Vedette, traghettatori e dosi nascoste tra muretti e pneumatici
Gli altri arresti hanno riguardato sei presunti rifornitori attivi nelle zone di via Prenestina e via Ostuni. Alcuni avrebbero agito in autonomia, servendosi di nascondigli collocati vicino ai punti di vendita; altri si sarebbero mossi in coppia, con un sistema basato sulla presenza di vedette e figure incaricate di indirizzare i clienti verso il pusher incaricato della consegna materiale.
Le dosi, secondo la ricostruzione della Polizia, venivano occultate in luoghi studiati per consentire un recupero rapido: cavità nel terreno, muretti, pneumatici modificati e coperture facilmente accessibili. Un’organizzazione minuta ma funzionale, capace di adattarsi alla pressione dei controlli e alle esigenze dei consumatori, con punti di appoggio distribuiti lungo il territorio.
La strategia della Questura contro domanda e offerta
La Questura di Roma inserisce gli arresti in una più ampia attività di contrasto allo spaccio, orientata a intervenire sia sull’offerta di droga sia sulla domanda che sostiene il mercato. Il caso dell’ottantenne segnalato alla Prefettura viene letto dagli investigatori come un indicatore della diffusione trasversale del consumo, capace di attraversare fasce d’età diverse e di alimentare una rete di vendita strutturata.
Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità giudiziaria. Le contestazioni restano legate alla fase delle indagini preliminari: per le persone coinvolte vale il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to