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Roma, droga ordinata via chat: otto arresti

12/05/2026

Roma, droga ordinata via chat: otto arresti

Otto persone sono state arrestate dalla Polizia di Stato a Roma nell’ambito di una serie di interventi contro lo spaccio di droga nei quartieri Romanina, Appio Nuovo, Esposizione e Sant’Ippolito. Secondo gli investigatori, le attività illecite si muovevano tra consegne rapide organizzate via chat, pusher itineranti, appuntamenti fissati all’ultimo momento e appartamenti trasformati in basi operative per lo stoccaggio e la preparazione dello stupefacente.

Alla Romanina una rete con consegne on demand

Il fronte più strutturato è emerso nel quadrante della Romanina, dove gli agenti hanno individuato un sistema basato su pusher mobili, consegne a domicilio e case utilizzate come depositi della droga. Il primo arrestato, un romano di 37 anni, si sarebbe mosso secondo modalità simili a quelle di un servizio di delivery: soste brevi, telefono sempre attivo e consegne programmate anche a ridosso della richiesta dei clienti.

Durante il controllo, l’uomo è stato trovato con cocaina, hashish e alcune centinaia di euro in contanti. L’elemento ritenuto più significativo dagli investigatori è però emerso dal suo smartphone. Nel telefono, secondo la ricostruzione della Polizia, erano presenti chat con indirizzi, conferme di consegna e indicazioni operative trasmesse in tempo reale, utilizzate per coordinare clienti e spacciatori.

Gli agenti sarebbero riusciti a leggere le comunicazioni mentre erano ancora in corso, prima che il presunto coordinatore tentasse di cancellare i dati da remoto. Per gli investigatori, quel flusso di messaggi rappresentava una vera centrale digitale dello spaccio, organizzata con una logica vicina a quella delle piattaforme di consegna.

Il furgone usato come base mobile

Poche ore dopo, sempre nel quadrante della Romanina, è scattato un secondo arresto. In manette è finito un romano di 43 anni, accusato di utilizzare un furgone come base mobile per la vendita al dettaglio di crack e cocaina. Anche in questo caso, il cellulare avrebbe fornito elementi utili a ricostruire la struttura del sistema.

Dietro nickname apparentemente anonimi, secondo la Polizia, si muoveva un soggetto incaricato di coordinare ordini, appuntamenti e consegne in tempo reale. Una gestione a distanza che avrebbe consentito di organizzare gli spostamenti dei pusher e di mantenere i contatti con gli acquirenti, riducendo l’esposizione diretta dei livelli organizzativi più alti.

Appartamenti trasformati in depositi della droga

Altri tre arresti sono stati eseguiti in appartamenti indicati dagli investigatori come stash house, cioè basi domestiche usate per custodire, lavorare e preparare cocaina e crack. Gli interventi hanno riguardato aree di competenza dei commissariati Romanina, Appio ed Esposizione.

Le abitazioni, secondo quanto emerso dalle verifiche, sarebbero state gestite da tre uomini, due stranieri e un romano. All’interno gli agenti avrebbero trovato materiale collegato alla produzione e allo stoccaggio dello stupefacente, insieme a fogli manoscritti utilizzati per la rendicontazione dell’attività di spaccio.

La presenza di appunti contabili, dosi e luoghi di deposito confermerebbe, per gli investigatori, l’esistenza di una gestione organizzata e non episodica. Gli appartamenti avrebbero funzionato come micro-hub, punti di appoggio da cui rifornire la rete di vendita attiva su strada.

Consegne tra auto in sosta e scambio bloccato dagli agenti

Gli ultimi tre arresti hanno riguardato pusher intercettati tra i quadranti Appio e Sant’Ippolito. Nel primo episodio, due complici avrebbero utilizzato diverse autovetture in sosta per completare le consegne lontano da occhi indiscreti, spostandosi da un mezzo all’altro per ridurre il rischio di essere notati.

Durante l’intervento, i poliziotti hanno sequestrato decine di grammi di cocaina, 17 pasticche di ecstasy/MDMA e denaro contante diviso in banconote di piccolo taglio, ritenuto compatibile con l’attività di vendita al dettaglio.

Nel secondo caso, un pusher è stato fermato mentre si muoveva a bordo di un’utilitaria. Il blitz è scattato nel momento dello scambio, consentendo agli agenti di bloccare sia il venditore sia l’acquirente. Il primo è stato trovato con 15 involucri di cocaina e oltre 1.600 euro in contanti, ed è stato arrestato. L’acquirente è stato invece sanzionato e segnalato amministrativamente alla Prefettura.

Le otto persone arrestate sono gravemente indiziate del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Le contestazioni si trovano nella fase delle indagini preliminari: per tutti gli indagati resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.