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Stabilimenti chiusi sul litorale romano, 500 stagionali a rischio

11/05/2026

Stabilimenti chiusi sul litorale romano, 500 stagionali a rischio

Circa metà degli stabilimenti balneari del litorale romano resta ancora chiusa a causa di ritardi amministrativi e incertezze legate alle concessioni, con conseguenze pesanti per imprese, lavoratori stagionali e indotto turistico. Secondo le stime diffuse da Confcommercio Roma, su 61 strutture circa 30 non sono operative, mentre fino a 500 lavoratori stagionali rischiano di restare senza occupazione nel pieno della stagione estiva.

Stagione bloccata e posti di lavoro in bilico

La situazione più critica riguarda alcune aree del litorale dove la mancata apertura degli stabilimenti ha già prodotto effetti concreti sull’occupazione. Nel solo Lungomare di Levante, la chiusura di realtà storiche come Shilling, Sporting Beach, Kursaal e Hibiscus avrebbe determinato la perdita di circa 150 posti di lavoro, colpendo una fascia di personale che ogni anno conta sui mesi estivi per costruire una parte rilevante del proprio reddito.

Il danno economico, secondo le valutazioni dell’associazione, non riguarda soltanto i dipendenti diretti degli stabilimenti. La mancata attività delle strutture balneari riduce infatti i consumi, limita i servizi collegati alla presenza turistica e indebolisce l’intera filiera locale, dai fornitori alla ristorazione, fino alle attività commerciali che vivono anche del movimento generato dalle spiagge attrezzate.

Il monte retributivo potenzialmente compromesso tra maggio e settembre viene stimato in una forbice compresa tra 1 e 4 milioni di euro. Una cifra che misura il peso sociale della crisi, in un territorio dove il lavoro stagionale rappresenta una voce essenziale per molte famiglie e per l’equilibrio economico delle imprese del comparto.

Confcommercio chiede misure straordinarie alla Regione Lazio

In questo quadro, Confcommercio Roma ha avviato un’attività di rappresentanza istituzionale per sollecitare interventi rapidi a tutela delle aziende e dei lavoratori coinvolti. La presidente di Confcommercio Roma Litorale Sud, Valeria Strappini, ha chiesto alla Regione Lazio di valutare con urgenza strumenti straordinari di sostegno al reddito, anche in deroga alla normativa vigente.

La richiesta nasce dalla preoccupazione che l’attuale stallo amministrativo possa trasformarsi in un’emergenza economica e sociale lungo la costa romana. Per l’associazione, il rischio è che centinaia di lavoratori stagionali restino esclusi sia dal lavoro sia dagli ordinari strumenti di protezione, proprio per effetto dei ritardi che stanno impedendo alle imprese di assumere e programmare la stagione.

Confcommercio sottolinea inoltre la necessità di dare certezze immediate sulle concessioni e tempi chiari agli operatori. Senza un quadro definito, le aziende non possono organizzare personale, servizi, forniture e investimenti, con ricadute che aumentano settimana dopo settimana.

Il problema della NASpI per gli stagionali

Uno dei nodi più delicati riguarda l’accesso alla NASpI. Molti lavoratori stagionali rischiano infatti di non maturare le 13 settimane necessarie per ottenere l’indennità di disoccupazione, a causa della brevità dei contratti o del mancato avvio delle assunzioni nei tempi ordinari della stagione.

Per questo Confcommercio Roma e il Coordinamento Balneari del Litorale romano chiedono misure in deroga capaci di coprire chi, pur essendo disponibile al lavoro, resta escluso dalle tutele per ragioni legate allo stallo amministrativo. La questione riguarda in particolare lavoratori che ogni anno entrano nei servizi balneari per periodi limitati, ma essenziali per raggiungere i requisiti contributivi richiesti.

L’associazione chiede quindi un intervento su due livelli: sostegni straordinari al reddito per chi rischia di rimanere senza copertura e una soluzione rapida sulle concessioni, in modo da consentire alle imprese ancora ferme di riaprire e salvare almeno una parte della stagione. Per il litorale romano, il mancato sblocco della situazione rischia di produrre effetti duraturi su occupazione, turismo e tenuta del tessuto economico locale.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to